Asta 58 / Libri, autografi e manoscritti

mar 11 MARZO -  gio 13 MARZO 2025
Lotto 486

Rara prima edizione di un testo di straordinaria importanza per la comprensione della cultura rinascimentale

Doni Anton Francesco

Pitture [...] Nelle quali si mostra di nuova inventione: amore, fortuna, tempo, castità, religione, sdegno, riforma, morte, sonno & sogno, huomo, republica, & magnanimità...

In Padova: appresso Gratioso Perchacino, 1564.

In-4° (mm 206x145). Carte: 60 (di 64, mancano le ultime 4 carte). Marca tipografica sul frontespizio e 25 grandi e graziose iniziali xilografiche istoriate, testo in carattere corsivo e romano. Lieve macchia al margine interno del titolo, una al bordo/margine superiore delle cc. 41-44, una marrone alle cc. 48-49 (testo leggibile), e poi sul bordo di 3-4 cc. verso la fine, esemplare genuino ma copia di studio poiché mancante dell’ultimo fascicolo ‘Q’ di 4 carte. Legatura di attesa poco posteriore in cartoncino rustico.



Prima e unica edizione delle Pitture del Doni, molto rara sul mercato, testo di straordinaria importanza per la comprensione della cultura rinascimentale completamente ispirato a Petrarca. L’opera raccoglie infatti "invenzioni, pensate dal Doni per ornare un edificio da costruire ad Arquà in onore del Petrarca", nel quale "pitture emblematiche, exempla, imprese e motti concorrono... a costituire un tessuto celebrativo... che influenzerà profondamente la letteratura emblematica e la cultura figurativa successiva." Le Pitture diventeranno "una delle fonti privilegiate dell’Iconologia di Cesare Ripa", e troveranno "un'effettiva realizzazione pittorica a Villa d’Este, nella Sala della Gloria dove Federico Zuccari dipingerà nel 1566 la Nobiltà, la Gloria, la Fortuna, il Tempo, la Magnanimità, la Religione, seguendo fedelmente le invenzioni descritte nelle Pitture." Come se questo non bastasse, il sospetto che il testo del Doni "sia in realtà un plagio di una versione del Theatro di Giulio Camillo apre nuove interessanti connessioni con una pratica culturale che informa profondamente la cultura cinquecentesca, l’arte della memoria" (cfr. A. F. Doni, Le pitture, a cura di Sonia Maffei, Napoli, la stanza delle scritture, 2004). Ricottini Marsili-Libelli, Anton Francesco Doni, 56; Cicognara, 116; Schlosser Magnino, 248 – 249; apparentemente non in collezione Speck.

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